martedì 5 luglio 2016

ARCHEOLOGIE A VENIRE Metamorfosi dell’antico e del classico nell’ arte contemporanea italiana


XLIX PREMIO VASTO di Arte Contemporanea


Sabato 9 luglio 2016 alle ore 18.30 inaugurerà, nella magnifica cornice delle Scuderie di Palazzo Aragona a Vasto, la Mostra del XLIX PREMIO VASTO D’ARTE CONTEMPORANEA: ARCHEOLOGIE A VENIRE – Metamorfosi dell’antico e del classico nell’arte contemporanea italiana (a cura di Silvia Pegoraro), aperta fino al 23 ottobre 2016. La mostra è promossa dal Comune di Vasto e dal Comitato Manifestazioni d’Arte e Cultura di Vasto, e organizzata dal Comitato Premio Vasto per l’Arte Contemporanea - presieduto da Roberto Bontempo sin dal 1959, anno di fondazione dello storico Premio. 
La manifestazione è sotto il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero della Pubblica Istruzione e della Regione Abruzzo. Con un contributo di NACA MEDICAL –Strumenti e Servizi per la Salute, Teramo.


La mostra del XLIX PREMIO VASTO D’ARTE CONTEMPORANEA, ARCHEOLOGIE A VENIRE , intende configurarsi come un viaggio nella complessa e articolata dimensione del “classicismo” e del dialogo con l’antico che si è andata sviluppando nell’opera di artisti italiani appartenenti a generazioni successive, tra il XX e il XXI secolo: da quelli operativi già nei primi decenni del Novecento, come De Chirico, Sironi, Campigli, Marino Marini, sino alle giovani generazioni affacciatesi sulla scena dell’arte in questo inizio di nuovo secolo, passando attraverso le generazioni “di mezzo”, dalle molteplici vocazioni creative e orientamenti interpretativi: dalla rilettura dei simboli della classicità, insieme ironica e malinconica, propria della cosiddetta “Pop Art” italiana (Angeli, Festa, Ceroli), ai plasticismi cromatici e alle mitologie rinnovate della Transavanguardia, ai postmoderni enigmi metafisici e alle colte riletture dell’Anacronismo, senza dimenticare straordinarie figure di artisti che la loro complessità culturale ed espressiva rende difficilmente classificabili, come Ugo Attardi, Fabrizio Clerici, Vettor Pisani, o il grande scultore pescarese Pietro Cascella. 

Collocandosi in questa prospettiva di ricerca, la mostra dell’Edizione 2016 del Premio Vasto di Arte Contemporanea vuole dunque assumere un profilo insieme storico e attuale, focalizzando l’attenzione dell’osservatore su alcuni artisti – profondamente storicizzati o attualmente operativi - del contesto italiano moderno e contemporaneo - dagli anni ‘30 ad oggi - che, esplorando la dimensione dell’antico e del classico, l’abbiano interpretata scorgendo in essa le profonde radici della contemporaneità e cogliendone le potenzialità creative e le prospettive future. Artisti che, tessendo le fila di un rapporto vitale con la Storia culturale e artistica, hanno saputo valorizzarne nello stesso tempo la forza espressiva della materia e della forma e le suggestioni emotive e concettuali.

Uno degli spunti da cui parte il progetto della mostra è costituito dal panorama storico e teorico delineato dal libro di Salvatore Settis, Futuro del “classico” (Einaudi, Torino, 2004). Secondo il grande studioso, i concetti di “classico” e di “classicismo”, nella cultura contemporanea, si profilano secondo due opposte tendenze : da una parte, nella cultura “generale”, il discorso sul “classico” appare sempre più superficiale, stereotipato e banale, limitandosi all’estrapolazione di pochi frammenti visivi della classicità, svuotati del loro significato originario e contestuale; dall’altra, sul piano della ricerca scientifico-storiografica, la fisionomia del “classico” va facendosi sempre più complessa, metamorfica, “contaminata”: sfuma l’idea di una “purezza” del “classico” nelle sue radici greche, mentre si sviluppa quella della classicità come incrocio di culture e culti diversi, orientali e occidentali, continue metamorfosi formali e contaminazioni iconografiche e concettuali . Queste ricerche sono sfociate in libri importanti come Il Dio a venire, di Manfred Franck (sul rapporto tra culto dionisiaco e cristianesimo), o Atena nera – Le radici afroasiatiche della civiltà classica, di Martin Bernal (il quale sostiene che la cultura greca classica abbia subito notevoli influssi da quella fenicia e da quella egizia).

Negli artisti visivi italiani presenti in questa mostra risulta particolarmente evidente proprio la tendenza a esprimere questa complessità, ambiguità e polimorfismo del “classico”, messi in evidenza dagli studiosi. Tendenza che dunque distanzia e differenzia profondamente questi artisti dall’uso comune e stereotipato dell’idea di “classico” e di “antico”. Nel lavoro di questi artisti si accavallano e interferiscono temi, tecniche ed elaborazioni fantastiche, motivi metafisici e alchemici s’intrecciano con suggestioni classiche e richiami al mito, talora reinterpretati in chiave iper-moderna, con l’ausilio di tecniche fotografiche digitali : si manifesta qui un'idea del classico che ben si attaglia all’inquietudine degli artisti contemporanei, anzi, in qualche modo appare in grado di stimolarla e accrescerla. Un’idea che implica la libertà di tràdere (tramandare) ma anche di tradire le forme, in un corto circuito continuo tra soggettività e percezione oggettiva del reale.

Il rapporto tra antico e moderno - tra tradizione e innovazione - diventa così un valore eversivo, e il classico non è mai la forma immutabile, ma la forma che si presta a infinite interpretazioni, metamorfosi e contaminazioni.

Artisti presenti:

Franco Angeli, Ugo Attardi, Massimo Campigli, Pietro Cascella, Tommaso Cascella, Massimo Catalani, Luigi Cecinelli, Mario Ceroli, Sandro Chia, Fabrizio Clerici, Giorgio De Chirico, Stefano Di Stasio, Luca Farina, Tano Festa, Flavia Franceschini, Cesare Giuliani, Gianfranco Goberti, Angela Maltoni, Marino Marini, Giuseppe Modica, Simone Pellegrini, Stefano Piali, Vettor Pisani, Eros Renzetti, Ruggero Savinio, Mario Sironi.

venerdì 17 giugno 2016

Presentazione del libro “L’impero virtuale” - sabato 18 giugno, ore 17 - Auditorium A.P.C. Vasto - Via Michetti, 63.


Sabato 18 giugno, con inizio alle ore 17, Renato Curcio presenterà a Vasto il suo libro "L'Impero Virtuale". L'incontro sarà ospitato nell’Auditorium dell’Agenzia per la Promozione Culturale, in Via Michetti 63, ed è promosso dalla Confederazione Cobas Abruzzo insieme ad Arci, Associazione Senzaconfine, Consulta Giovanile Vasto, Associazione Antimafie Rita Atria, PeaceLink Abruzzo, Rifondazione Comunista Vasto, Sinistra Anticapitalista Abruzzo.
Il libro "L'Impero Virtuale" pone uno sguardo sul mondo delle supertecnologie. "Internet l'occhio della sorveglianza, la Auschwitz virtuale dove ci fanno credere di essere liberi. Realmente siamo schiavi pilotati, controllati nel lavoro e nella vita privata da telecamere, telefonini, tessere magnetiche (bancomat, tessere dei supermercati), televisioni, macchine e computer, attraverso Whatsapp, Youtube, Google, Facebook, Twitter, mail... entrando sempre più nel mondo dell'alienazione. L'eliminazione dei linguaggi con un tweet, la desensibilizzazione, la socializzazione annientata dal virtuale, la distrazione attrazione delle app, verso l'ignoranza e la violenza".

venerdì 10 giugno 2016

Selfiemployment, finanziamenti ai giovani che vogliono mettersi in proprio

Di cosa si tratta - Selfiemployment è un’iniziativa dedicata agli iscritti al programma di Garanzia Giovani che abbiano una valida idea imprenditoriale e cerchino finanziamenti per poterla realizzare.
L’iniziativa, promossa dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Abruzzo per il territorio di riferimento, prevede la concessione di un prestito erogato sulla fiducia, da 5 a 50 mila euro, ai giovani che vogliono intraprendere un'iniziativa commerciale o imprenditoriale.
A chi è rivolto - Possono partecipare a Selfiemployment i NEET tra 18 e 29 anni (Giovani che non lavorano e non seguono un percorso scolastico formativo) iscritti al programma Garanzia Giovani, che hanno aderito alla misura 7/A. Coloro che abbiano sottoscritto il patto con il centro per l’impiego per misure diverse, possono chiedere il trasferimento alla 7/A, mentre coloro che non sono iscritti possono farlo online.
Cosa finanzia - Il programma finanzia piani di investimento attraverso presiti senza interessi e non assistiti da nessuna forma di garanzia reale e/o di firma, rimborsabili in massimo 7 anni, con rate mensili posticipate che partono dopo sei mesi dalla concessione del prestito.
I prestiti erogabili sono:
1) Microcredito - Da 5.000 a 25.000 euro per investimenti tra 5.000 e 25.000 euro al netto dell’IVA;
2) Microcredito esteso - Da 25.001 a 35.000 euro per investimenti tra 25.001 a 35.000 euro al netto dell’IVA;
3) Piccoli prestiti - Da 35.001 a 50.000 euro per investimenti tra 35.001 a 50.000 euro al netto dell’IVA.
Le spese ammissibili sono elencate nel dettaglio tra le F.A.Q. del sito Selfiemployment.
Come partecipare - Il programma si svolge in due fasi:
Fase 1 - Locale) Dal 4 luglio gli interessati iscritti alla misura 7/A dovranno recarsi presso lo youth corner di Abruzzo Sviluppo, aperto a Pescara in Corso Vittorio Emanuele 49 per reperire le informazioni necessarie all’avvio del loro percorso.
Subito dopo gli aspiranti imprenditori verranno avviati presso uno degli operatori territoriali che saranno comunicati da Abruzzo Sviluppo) per avviare:
1) Percorsi specialistici mirati e consulenza specialistica (coaching, counseling, assistenza finalizzata allo sviluppo di un’idea imprenditoriale), ivi incluso il rinvio ai CPI;
2) Formazione per il business plan (definizione di dettaglio dell’idea imprenditoriale, acquisizione conoscenze/competenze, studi di fattibilità e ricerche di mercato, azioni di marketing territoriale e piani di comunicazione, etc…);
3) Assistenza personalizzata per la stesura del business plan, con affiancamento specifico in relazione alla tipologia di attività;
4) Accompagnamento per l’accesso al credito e alla finanziabilità, incluso la predisposizione e la presentazione della candidatura;
5) Servizi a sostegno della costituzione di impresa (informazioni su adempimenti burocratici e amministrativi - anche rispetto agli enti previdenziali, supporto per la ricerca di partner tecnologici e produttivi, supporto in materia di proprietà intellettuale, etc.);
Fase 2 - Nazionale) Una volta completato il percorso formativo, realizzato il “business plan” con il supporto di Abruzzo Sviluppo e dell’Operatore Territoriale tutor e ottenuto il “documento di accompagnamento” (che certifica le competenze acquisite durante tutto il periodo di formazione), sarà possibile presentare domanda di finanziamento ad Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo d’impresa del Ministero dell’Economia, inviando la domanda esclusivamente tramite il sito ufficiale a questo link.
Invitalia, valutata la documentazione, deciderà i progetti da ammettere a finanziamento in relazione al valore della proposta.
Scadenze - Per tutto il mese di giugno sarà possibile richiedere informazioni alla yout corner di Abruzzo Sviluppo, mentre dal 4 luglio verrà attivato lo sportello dove presentare domanda di ammissione alla Fase 1 - Locale. Verranno ammesse le prime 300 richieste presentate a partire dal 4 luglio.
Informazioni - Lo youth di Abruzzo Sviluppo, come detto, è aperto a Pescara in Corso Vittorio Emanuele 49 dal 7 giugno e rispetta gli orari seguenti:
Lunedì10.00 – 12.00 15.00 – 17.00
 Mercoledì 10.00 – 12.00 15.00 – 17.00
 Giovedì  15.00 – 17.00
 Venerdì 10.00 – 12.00 
Negli stessi orari e giornate, l’operatore dello Youth Corner potrà essere contattato anche al numero verde 800 131 723.

Riepilogo risorse:

Bando per concessione contributi ad attività culturali

Di cosa si tratta - Il Consiglio regionale d'Abruzzo ha emanato un bando per la concessione di contributi finalizzati a supportare la realizzazione di eventi senza scopo di  lucro, organizzati da soggetti afferenti al terzo settore ed in generale al mondo della cultura, dell'associazionismo e dell'educazione, secondo quanto disposto dalla Legge Regionale n.55 del 2013 (Art. 40). Il bando è pubblicato sul B.U.R.A.T. Ordinario n. 22 del 9 giugno 2016.
Il limite massimo del contributo consesso è di 5.000 euro, secondo quanto riportato nella tabella seguente:
Max 1000 euro  Eventi con spese ammissibili pari a 5.000 euro 
Max 2.000 euroEventi con spese ammissibili pari a 10.000 euro
Max 3.000 euro Eventi con spese ammissibili pari a 15.000 euro
Max 5.000 euro Eventi con spese ammissibili pari a 25.000 euro

Obiettivo - L'obiettivo del finanziamento è quello di sostenere eventi di carattere umanitario, culturale, sportivo, artistico e scientifico, svolti dal primo gennaio al 31 dicembre 2016, che presentino un bilancio di previsione inferiore a 25.000 euro.
Sono finanziabili:
1) Convegni, congressi, seminari, conferenze, meeting, celebrazioni ed altre manifestazioni pubbliche;
2) Eventi volti alla divulgazione e presentazione di pubblicazioni, di ricerche scientifiche o di studi;
3) spettacoli, rassegna, premi e mostre;
4) Iniziative di interesse sportivo di rilevanza almenoregionale;
5) Eventi di rievocazione storica di rilevanza almeno regionale.
Non sono ammissibili i "grandi eventi" individuati dall'art. 3 comma 2 del bando e dal regolamento 2/2014emanato dal presidente della Giunta Regionale. 
A chi è rivolto - Possono richiedere il contributo per le attività svolte o da svolgere durante il 2016:
1) Enti pubblici o privati;
2) Università;
3) Istituti scolastici;
4) Fondazioni;
5) Associazioni riconosciute e non;
6) Comitati individuati dall'art. 39 del Codice Civile;
7) Cooperative Sociali;
8) Cooperative iscritte all'anagrafe delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)
Come partecipare - Le istanze di contributo devono essere presentate utilizzando gli schemi A, B, e C, allegati all'avviso, pena l'inammissibilità. La documentazione deve essere firmata dal legale rappresentante del soggetto proponente, che deve allegare anche un documento di riconoscimento.
L'istanza deve essere corredata di marca da bollo ed inviata secondo le due modalità seguenti:
a) A mezzo raccomandata A/R all'indirizzo "Servizio Affari istituzionali ed Europei del Consiglio Regionale", via Michele Iacobucci, n.4 - 67100 L'Aquila. in questo caso sulla busta contenente la domanda deve essere apposta la dicitura: "Istanza di contributo L.R. 55/2013 Annualità 2013".
b) A mezzo PEC all'indirizzo protocollo@pec.crabruzzo.it, con oggetto: "Istanza di contributo L.R. 55/2013 Annualità 2013". Qualora si scelga questa opzione è importante inviare l'istanza in formato elettronico con l'annullamento della marca da bollo. I formati degli allegati accettati sono: pdf, pdf/a, p7m, tiff, xml. Non saranno protocollati formati diversi. 
Scadenza invio domande - Il bando stabilisce che le domande debbano essere inviate entro l'8 agosto 2016.
Informazioni - E' possibile contattare la responsabile dell'Ufficio Affari Istituzionali del Consiglio Regionale, Isabella Fabi, tel. 0862644840, email: isabella.fabi@crabruzzo.it.

martedì 31 maggio 2016

Piccoli artisti in mostra presso il Laboratorio ArtiBus


Martedì 31 maggio 2016 il Laboratorio ArtiBus di Vasto organizza una colorata esposizione di fine corsi presso la sede di Via Messina 2. Protagonisti assoluti dell’evento sono i bambini ed i ragazzi che, a partire dallo scorso autunno, hanno vissuto intense esperienze di creatività artistica sotto la guida di Bruno Scafetta (XVII edizione di attività). Sia gli allievi della sezione pluridisciplinare “Mondo a colori”, di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, sia quelli partecipanti alla“Piccola Accademia delle Belle Arti”, dai 12 anni in su, possono ammirare il frutto del loro lavoro e farlo conoscere ad amici e parenti. Per tutti il Laboratorio prevede, inoltre, una simpatica merenda conviviale.

Portati a termine i progetti con le Scuole, ArtiBus ha  già stilato un ricco calendario di appuntamenti estivi ispirati alla mostra “Tempi adulti” (“IncontrArti 2016. Le Proposte del Premio Vasto”, 29 maggio-3 luglio, Scuderie di Palazzo Aragona). Info: www.laboratorioartibus.it

lunedì 30 maggio 2016

LA VALORIZZAZIONE DELLA RISORSA VOLONTARIATO

Pescara, 11 giugno 2016 – h. 10 - Sala parrocchiale Beato Nunzio, via A. Volta n. 22 - Pescara

Introduzione:  dott. Oriano Notarandrea, responsabile Agenzia Promozione Culturale Pescara

Saluti:
- dott. Giancarlo Zappacosta, Direttore Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio
- dott.ssa Marinella Sclocco, Assessore Politiche Sociali Regione Abruzzo

Illustrazione generale della legge di riforma del terzo settore: on. Edoardo Patriarca – Componente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati –Presidente del Centro Nazionale del Volontariato

Protagonismo e responsabilità per soggetti e organizzazioni del terzo settore per lo sviluppo delle comunità e del territorio in Abruzzo: il manifesto della cittadinanza attiva e sussidiarietà per la  tutela e valorizzazione dei beni comuni

Il manifesto: Prof. Everardo Minardi, ordinario di sociologia generale Università degli Studi di Teramo

Dibattito:

Prof. Everardo Minardi – conclusioni
                                                    
Si  invitano le Associazioni che operano o intendano anche operare per la valorizzazione turistica e/o culturale del territorio a voler intervenire e si comunica che nell’occasione verrà presentato anche il Manifesto prodotto dal gruppo di lavoro sulla cittadinanza attiva.






Protagonismo e responsabilità per soggetti e organizzazioni del terzo settore per lo sviluppo delle comunità e del territorio: cittadinanza attiva e sussidiarietà per la     tutela e valorizzazione dei beni comuni



MANIFESTO
PER IL DIALOGO POLITICO E LO SVILUPPO REGIONALE

Siamo convinti che il mondo delle associazioni volontarie e le organizzazioni non profit sia una grande risorsa per il territorio; ma per essere “efficaci” e quindi riconosciuti in pieno per le qualità che si è in grado di proporre, è ormai indispensabile dichiarare i propri propositi e avviare un confronto in profondità che renda queste realtà sociali del tutto trasparenti e capaci di attirare sempre nuove adesioni.
Il Terzo settore è una realtà spesso non riconosciuta per il suo peso sociale e culturale; invece, è indispensabile per migliorare la qualità della vita e favorire lo sviluppo locale. In Abruzzo, in particolare, i campi della cultura e del turismo sono una grande risorsa.
Negli ultimi anni, il dialogo costante tra ente pubblico e mondo associativo, praticato fino agli anni ’80, è venuto meno ed è aumentata la discrezionalità d'impiego delle risorse pubbliche per la cultura e per lo sviluppo locale, con situazioni che talvolta sfociano nell’arbitrio.
Dall'ultima indagine Istat emerge che il “buon Paese” ha reagito anche di fronte alla crisi economica nazionale; ciò vuol dire che c'è un mondo poco raccontato e ascoltato dalla politica, che però conta 5 milioni di cittadini volontari, e che è capace di guardare in faccia i problemi e di affrontarli in modo concreto e spesso innovativo.
Il convegno organizzato a Pescara (febbraio 2016): “Sharing Abruzzo: appunti e proposte per la sussidiarietà territoriale. Per una nuova gestione del patrimonio culturale e rilancio del turismo in Abruzzo” ha dimostrato la vitalità del settore, evidenziando la partecipazione di diverse realtà associative abruzzesi, alcune delle quali hanno partecipato a riunioni preparatorie promosse dall’Agenzia di Promozione Culturale di Pescara. della Regione Abruzzo.
Nella nostra Regione c'è un enorme capitale sociale che non è sufficientemente riconosciuto. Visto che i beni comuni vanno gestiti e Stato, Regione e Enti Locali non riescono a programmare congiuntamente interventi utili, è necessario costruire un rapporto di collaborazione con le associazioni di volontariato e le organizzazioni non profit, applicando il principio di sussidiarietà.
I cittadini attivi si prendono cura dei beni comuni (art. 118 cost.): è questo il dettato costituzionale che ci unisce e ci rende consapevoli del ruolo che gruppi, associazioni, formazioni sociali costituite da cittadini con finalità di mutualità e di solidarietà e non di profitto possono e devono assolvere per il benessere di tutti, soprattutto a favore di coloro che sono svantaggiati e in difficoltà di integrazione e di inclusione sociale.
Il principio di sussidiarietà (orizzontale) mira alla cooperazione del cittadino con le istituzioni nel definire gli interventi che possono incidere sulle realtà sociali a lui più vicine; la sua legittimazione risiede nella Costituzione italiana: dopo la riforma del titolo V, è stato previsto anche il dovere da parte delle Amministrazioni pubbliche di favorire tale partecipazione nella consapevolezza delle sue conseguenze positive.
La Costituzione afferma che i poteri pubblici: “favoriscono le autonome iniziative dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di solidarietà” (cit.); i cittadini attivi, non proprietari, ma custodi dei beni comuni, esercitano nei confronti di tali beni un diritto di cura fondato sull'interesse generale. Il principio di sussidiarietà chiama alla responsabilità legata al bene comune.
Attualmente il terzo settore – nonostante i provvedimenti legislativi tuttora in atto - è ancora penalizzato da una forte frammentazione che spesso produce una scarsa coscienza di sé, del proprio ruolo e delle potenzialità che porta con sé; tuttavia, la sua più forte ed estesa relazione con le comunità e con i territori può favorire e potenziare la sua capacità di concorrere a produrre una più forte ed estesa coesione sociale.
Anche con i cambiamenti che stanno intervenendo nelle politiche sociali locali, per effetto della drastica riduzione delle risorse pubbliche destinate a rispondere ai bisogni sociali di persone, famiglie e comunità, sempre più investite dalla vulnerabilità sociale, i soggetti; anche in questo contesto, le organizzazioni non profit devono riflettere e ridefinire il loro ruolo, ricollocandosi all’interno delle comunità e dei territori, certamente per confrontarsi con le istituzioni politiche locali, ma soprattutto per rispondere alle domande sociali, culturali delle persone e delle comunità di cui sono diretta espressione.
Poiché sembra spesso, anche a livello istituzionale, che non ci siano più  luoghi aperti ed accessibili, senza mediazioni partitiche, in cui discutere e capire cosa fare, occorre lavorare sulle forme possibili di collaborazione e di condivisione per partecipare insieme alla costruzione delle risposte sociali. 
Per chi opera nelle organizzazioni di terzo settore è un atto necessario volgere lo sguardo sulle fragilità che oggi spesso, restano invisibili e, invece, andrebbero esplicitate e presidiate.
Facciamo riferimento prima di tutto alle difficoltà che persone sole e famiglie anche giovani incontrano per poter fruire delle opportunità di lavoro e di reddito da un lato, e di accesso ai servizi sociali di base e alle risorse previdenziali spesso insufficienti. Da ciò il grande rilievo che oggi stanno assumendo nodi sociali, come il processo di impoverimento esteso che sta investendo non solo le persone già marginali, ma anche e soprattutto i ceti medi, i gruppi sociali che avevano raggiunto negli anni passati livelli accettabili di autosufficienza.
L’evoluzione in senso multietnico e multiculturale della nostra società nel suo insieme e delle comunità locali in cui siamo tutti coinvolti ci pone di fronte alla necessità di accogliere chi giunge presso di noi; la riduzione drastica della natalità e l’invecchiamento veloce della popolazione ci induce a considerare in  maniera nuova e coinvolgente la diversificazione sociale progressiva che si produce nelle nostre comunità.
Tutto ciò non indebolisce, ma anzi rafforza il nostro sguardo e il nostro impegno nei confronti di tutto ciò che afferma e riproduce nel tempo e nello spazio la nostra identità culturale e sociale. Perciò non solo non viene meno, ma si rafforza e si estende l’impegno di persone, gruppi, associazioni volontarie, imprese sociali, organizzazioni con finalità non profit anche al patrimonio storico, monumentale, linguistico, artistico, simbolico, presente e distribuito nel nostro territorio regionale, pur in presenza di un  intervento pubblico sempre più limitato.
In questo senso i soggetti che operano nelle organizzazioni volontarie e non profit, nella loro indispensabile autonomia, si trovano sempre di più di fronte alla necessità di aprire confronti con le istituzioni che rappresentano i doveri e i diritti di tutti i cittadini.
Se la solidarietà viene scambiata per assistenzialismo, non è solidarietà vera, non è ciò che è evocato nella nostra Costituzione.
L’imprenditorialità sociale è quasi sempre animata e generata dal volontariato, che può gestire servizi di vicinanza e di grande qualità e può essere soggetto di buona occupazione; dunque, costruire anche un welfare utile e capace di fornire nuova occupazione. Il terzo settore deve cominciare ad essere avvertito come comunità di cittadini e non più appendice o parastato, costituendo un apparato sussidiario moderno. Dobbiamo riprendere lo spirito della Costituzione e difenderla. Fare rete vuol dire rinunciare a un po' di se, ma arricchirsi con l'altro.
Attualmente si avverte sempre più di frequente una fragilità diffusa nelle comunità e nei territori, perché ognuno tende a concentrarsi sul proprio “cortile”; siamo ormai sempre più consapevoli che occorre rifuggire dal “fai da te”, creando, invece, vere e proprie “cabine di regia” sul territorio, che in precedenza si pensava che dovessero essere espresse esclusivamente dalle istituzioni del governo locale; oggi, è sempre più esplicita la condizione per cui necessariamente governo locale e terzo settore possono e devono agire insieme
Le reti di associazioni hanno la possibilità di dire molto, agendo diffusamente sul territorio d’Abruzzo: le chances per lo sviluppo locale si giocano più a livello territoriale (dai Comuni e dalle Unioni dei Comuni, alla Regione), che a livello nazionale. Occorre perciò che, a partire dalle comunità e dai territori, si costruiscano e si condividano in maniera trasparente e partecipata obiettivi e prassi di gestione di interventi in campo sociale, culturale, ambientale, produttivo che favoriscano la partecipazione, la condivisione, la comune valutazione dei risultati conseguiti.
Ciò consente il giusto riconoscimento del ruolo, delle competenze, dei diversi attori istituzionali, sociali ed economici; ciò rende possibile prima di tutto la formazione e l’investimento di “capitale sociale” (conoscenze, competenze, tempo, culture del dono e della reciprocità e non del profitto), che si possono combinare con le risorse economiche, finanziarie e tecniche, che possono essere messe dalle imprese, dalle aziende pubbliche e dalle istituzioni del governo locale e regionale.
Bisogna in altri termini recuperare la vocazione delle associazioni e delle organizzazioni di terzo settore, non profit, di esprimere sul territorio leadership di qualità.
Il terzo settore non è qualcosa da sostenere benevolmente; i suoi protagonisti non meritano soltanto l’attenzione da parte dei soggetti e delle istituzioni della politica che concede qualcosa.
Per tutti questi motivi, crediamo che la realtà delle associazioni e delle organizzazioni non profit abbia il compito di cogliere le opportunità, osservare le fragilità e chiedere alla politica un sostegno.
Pertanto si propone:
1) Lo sviluppo di un modello pilota di chiara sussidiarietà territoriale che riconosca stakeholders locali;
2) L’individuazione dei meccanismi diretti a semplificare la burocrazia per le associazioni.
3) l’avvio del processo di attuazione di quanto prevede la legge nazionale di riforma dei soggetti di terzo settore, in fase di approvazione;
4) la promozione del regolamento della gestione dei beni comuni (art. 24 D. L. n. 133/2014 – c.d.  legge Sblocca Italia)
5) la promozione e l’avvio di progetti pilota che, in una ottica di sussidiarietà e di condivisione, rendano possibili interventi innovativi e caratterizzati da livelli elevati di responsabilità sociale in ambiti e settori di particolare importanza, quali:
- la promozione, la valorizzazione, la tutela e la fruizione sociale del patrimonio culturale
- l’avvio di interventi partecipati e condivisi di azioni in campo turistico, a cominciare dai Sistemi Turistici Locali (STL, DMC e PMC), per affermare strategie di intervento idonee a favorire la valorizzazione del territorio, dell’ambiente e delle sue dotazioni produttive, culturali e sociali.
- l’avvio di iniziative volte a intervenire per la valorizzazione dei beni comuni urbani.

Gruppo di lavoro  per la cittadinanza attiva e lo sviluppo dei territori e delle comunità in Abruzzo e aderenti:  Everardo Minardi, Oriano Notarandrea, Piero Rovigatti, Antonio Bini, Danilo Madonna, Visconte Trivellone, Luciano Cupido, Fausto Masciarelli, Silvio Profico, Antonio Di Loreto, ecc.  

venerdì 20 maggio 2016

Il premio Nobel Shirin Ebadi presenta a Vasto il suo ultimo libro




Sabato 21 maggio alle ore 11.00 presso la Pinacoteca di Palazzo d'Avalos sarà ospitata a Vasto Shirin Ebadi, interprete di una storia straordinaria di impegno e passione civile. Iraniana, magistrato, quindi   avvocato in prima linea per la difesa dei diritti civili, prima donna mussulmana a ricevere un premio Nobel per la pace, in esilio volontario dal 2009 dopo che il regime le ha chiuso una dopo l’altra tutte le possibilità della sua battaglia quotidiana per i diritti umani. 

Da allora scrive, viaggia, parla a giovani e meno giovani, testimonia senza tregua la sofferenza dei connazionali chiusi in quella che considera «una delle più grandi prigioni del mondo». Il suo ultimo libro, "Finché non saremo liberi" (Bompiani), presentato qualche giorno fa anche al Salone del Libro di Torino, è l’autobiografia di un popolo e di un Paese.